PAROLA DI ART DIRECTOR

La presentazione ufficiale del libro edito da ADC Group, scritto da Daniele Ravenna, tenutasi il 22 marzo a Milano, è stata l'occasione per fare il punto sullo stato dell'arte, le tendenze e le opportunità dell'art direction italiana insieme ad alcuni dei più prestigiosi rappresentanti della categoria.

 

 

Grande partecipazione di pubblico per il debutto di 'Parola di Art Director', il volume dedicato ai principali art director della scena italiana edito da Adc Group e presentato presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano dall'autore Daniele Ravenna, dal presidente della casa editrice Salvatore Sagone e da Gianpietro Vigorelli, una delle prestigiose firme presenti nell'introduzione del libro insieme a Daniele Cima, Gianfranco Marabelli e Gavino Sanna.

Un'occasione per parlare, alla presenza di alcuni dei più importanti art italiani, del passato, del presente e del futuro della professione che, soprattutto negli ultimi anni, è cambiata nel confronto quotidiano con i nuovi linguaggi, a partire dal digitale.

"Come per il precedente volume dedicato agli headliner - ha esordito Salvatore Sagone - gli obiettivi dei giovani fotografi ex allievi dell'Istituto Italiano di Fotografia hanno ritratto 56 professionisti dell'immagine pubblicitaria con grande passione e voglia di scavare dentro la personalità di ciascuno di loro. Le loro splendide immagini sono in mostra in un vernissage visitabile fino al 31 marzo al secondo piano di questa prestigiosa libreria (Feltrinelli di Piazza Piemonte, ndr). Per raccontare l'evoluzione di chi si occupa della comunicazione pubblicitaria attraverso le immagini ho invece scelto Daniele Ravenna, copywriter di lungo corso, che ha interpretato i protagonisti del volume, attraverso l'inedita 'lente' dei cinque sensi. La selezione degli art non è stata semplice. Si è tentato di cercare le eccellenze in tutti gli ambiti e luoghi. Giovani e senior, uomini e donne, 'digital oriented' o meno, milanesi e non, appartenenti ad agenzie internazionali o indipendenti, contrattualizzati a tempo indeterminato o free lance".

Salvatore Sagone ha poi dato la parola a Daniele Ravenna che ha dichiarato che questa è stata per lui un'esperienza unica, un'opera collettiva di cui si è sentito 'regista' più che autore.

"L'immagine che Davide Di Tria ha scelto per rappresentarmi nel volume mi vede emergere dalla fontana dei giardini pubblici milanesi con una barca tra le mani. Ho scelto l'acqua non solo perché gli art sono un po' narcisi e quindi, questo elemento li rappresenta al meglio - ha esordito sorridendo Ravenna -, ma perché l'acqua rappresenta il nuovo, gli art director che verranno".
"Ma non solo. Fa riemergere - ha raccontato ancora -  ricordi d'infanzia, cari ai milanesi, in cui il gioco dei bambini che facevano navigare le barchetta nella fontana dei Giardini Pubblici spesso finiva con un pianto, per aver visto il proprio giocattolo allontanarsi verso il centro della fontana con l'impossibilità di essere recuperato". "Ecco - ha precisato -, la foto che mi ritrae nel salvataggio del veliero giocattolo rappresenta la speranza, la capacità di uscire dal recinto, di fare qualcosa fuori dal comune, qualcosa di poco naturale... come quello, per me, di curare un volume su 56 art director...E poi gli art sono rimasti un po' tutti bambini (sorridendo di nuovo, ndr)".
E ancora, circa fil rouge dedicato ai sensi che ha caratterizzato l'opera: "Ho scelto di utilizzare come chiave di lettura i cinque sensi, perché tutti sono fondamentali per il mestiere dell'art director: dalla vista con cui si studia e si crea, all'udito che serve per andare nel mondo, ascoltarlo e capirlo, fino al gusto che rappresenta gli interessi culturali".

Con un po' di nostalgia Ravenna ha poi ricordato la vecchia scuola dei 'pignoli', quella di Armando Testa, maestro dell'immagine, e Emanuele Pirella, guru del copywriting. "Oggi non ci sono più punti di riferimento, bussole, come quelle di un tempo. Una volta, senza le tecnologie odierne, si attraversava tutta la città per spostare un logo di 'cazzillo di moscerino'...Sì, perchè, gli art sono pignoli, precisi...Anche se forse qualcosa anche in questo senso è cambiato". A confermare questa tesi, sulla scia dei ricordi anche la lettura di un fax inviato dallo stesso Ravenna a Emanuele Pirella nel 1989, in occasione di un'uscita adv su Panorama non in perfetto 'stile Pirella', senza quei 'punti' a fine frase che da sempre il maestro pretendeva a ogni costo. Una comunicazione cartacea che esprimeva lo stupore del copy di fronte a un cambiamento epocale. Il segno quindi che già qualcosa stava cambiando.

"Il mestiere di art ha visto grandi vette, grandi personaggi - ha aggiunto Ravenna -, oggi sta evolvendo e diventando più collettivo. In futuro? Non ci saranno più divi solisti, ma gruppi di amici che lavoreranno insieme".

Un accenno, infine, alla tecnologia, che ha portato dall'utilizzo della matita a quello del 3D...un vero e proprio assist per Gianpietro Vigorelli, rappresentante dei 'grandi' che hanno firmato l'introduzione al volume, che si è quindi inserito nel discorso proprio parlando di come l'evoluzione tecnologica abbia cambiato il mestiere: "Il computer oggi sostituisce la matita, ma non deve sostituire il cervello. Dobbiamo utilizzarlo per lavorare meglio e in modo più veloce. Facciamo quello che facevamo prima, solo più velocemente. A essere cambiata è la pubblicità, non i pubblicitari. L'importante è che si usi il digitale e non ci si faccia utilizzare da esso".
Poi, con tono scherzoso, ma non troppo, ha parlato di come sia cambiato il mestiere, di come una volta essere un pubblicitario fosse trendy nell'immaginario collettivo, circondato da modelle e rappresentante della bella vita. Oggi, tutto questo è appannaggio degli chef... "Quindi - ha affermato - cambierò mestiere".

A spezzare una lancia a favore della tecnologia, il digital creative director Matteo Righi, invitato a salire sul palco per offrire la sua testimonianza di “giovane” creativo. “Non ho mai usato la matita – ha affermato -, ma ho cominciato con il pc. Devo ringraziare Steve Jobs, senza di lui non avrei potuto fare questo mestiere”. Un omaggio poi all’integrazione: “il vero vantaggio di oggi è il poter utilizzare in contemporanea diversi media, è l’integrazione di tutti i mezzi nella giusta forma”.

A chiudere la presentazione, prima dei ringraziamenti di rito, è stato ancora l’autore che ha raccontato come ha fatto a convincere ben 56 art a farsi intervistare: “Semplicemente citando una frase di Mark Twain – ha commentato -: tra 20 ti dispiacerà più di quello che non hai fatto che di quello che hai fatto…”

I ringraziamenti dell'Editore sono andati infine oltre che all'autore, che ha lavorato per quasi un anno al progetto, agli ex studenti dell'Istituto Italiano di Fotografia, coordinati da Wanda Perrone, che hanno saputo sorprendere con scatti di altissima qualità e creatività, degni della migliore comunicazione pubblicitaria; all'agenzia di Forlì per il progetto grafico e l'impaginazione; e, ovviamente agli altri sponsor: ABC Agenzia di produzione, Monzese Carta, Arctic Paper e Arti Grafiche Colombo.

 

Marina Bellantoni

 

Salvatore Sagone

Direttore Responsabile News e Contenuti

Presidente di ADC Group

martedì, 23 apr, 2013